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Fare scuola in ospedale tramite un progetto di "tutela globale" del Bambino ospedalizzato
Quando un bambino entra in ospedale, è come se fosse portato nel bosco, lontano da casa. Ci sono bambini che si riempiono le tasche di sassolini bianchi, e li buttano per terra, in modo da saper ritrovare la strada anche di notte, alla luce della luna.
L'idea è quella di curare i pazienti senza mai dimenticarsi
dei loro bisogni come bambini e come persone.
Ma ci sono bambini che non riescono a far provvista di sassolini, e lasciano delle briciole di pane secco come traccia per tornare indietro. E una traccia molto fragile e bastano le formiche a cancellarla: i bambini si perdono nel bosco e non sanno più ritornare a casa.


Questa introduzione, adattata dal libro di Andrea Canevaro I bambini che si perdono nel bosco (La nuova Italia, Firenze, Ristampa 1995) ci aiuta a capire quale dovrebbe essere lo scopo principale di una attività (sia essa educativa, ludica, psicologica) svolta con bambini, bambine, ragazze e ragazzi che si trovano ricoverati in ospedale. E questo scopo dovrebbe essere proprio lasciare dei sassolini, cioè delle tracce, dei segnali, che aiutino chi entra in ospedale per la prima volta ad assicurarsi una via di uscita, a ritrovare la strada che conduce al proprio mondo domestico, divenuto improvvisamente così lontano e remoto. Lidea di traccia, di segnale, ci richiama il concetto di comunicazione. E per comunicare bisogna anzitutto avere un linguaggio (cioè un modo di lasciare e leggere le tracce) simile, o quantomeno comprensibile da chi ci ascolta.

Il progetto educativo |
(nota: i links in italico non sono ancora attivi!) |
Un progetto educativo per bambini in ospedale dovrebbe dunque:
Una scuola che volesse ignorare la realtà propria del bambino, del suo passato, del suo presente e del suo futuro per concentrarsi esclusivamente sul lavoro più propriamente contenutistico (la lezione di matematica, seguita da quella italiano e così via) svolgerebbe forse il ruolo di una agenzia dell'istruzione, ma è indubbio che ignorerebbe gran parte dei bisogni del bambino ospedalizzato.
Per saperne di più...
Ti ricordo che l'associazione Gioco e studio in Ospedale organizza un completo corso di formazione su questi argomenti!
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