BIBLIOGRAFIA RAGIONATA SUL BAMBINO MALATO

(Versione ridotta)

a cura di Michele Capurso

Accedi alla bibliografia ragionata completa AGESO (60 titoli, 30 schede)

La nostra bibliografia ragionata contiene i riferimenti a più di 60 testi italiani utili a quanti lavorano o si trovano a vivere vicino ad un bambino malato o a chi sta svolgendo ricerche o studi in questo campo.

Ogni testo è archiviato secondo un argomento generale, delle parole chiave e viene brevemente descritto. Più di 30 testi sono archiviati con l'indice completo.

Ecco gli argomenti e le relative parole chiave delle diverse sezioni della nostra bibliografia ragionata:

COMUNICAZIONE
Parole chiave: aiuto, ambiente, analisi transazionale, ascolto, Bambini malati, bambino, bisogno, comprensione, comunicazione, conflitto, cooperazione, costruzione, disegno, empatia, famiglia, feedback, istituzione, malati terminali, malato, motivazione, ospedale, percezione, proiezione, psicoanalisi, relazione, risoluzione, terapia intensiva.

SCUOLA e OSPEDALE
Parole chiave: ambiente, apprendimento, autonomia, bambino, cambiamento, comprensione, comunicazione, connessione, educazione, emozioni, famiglia, fattori emotivi, gioco, identità, insegnamento, istituzione, legislazione, malattia, operatori, ospedale, ospedalizzazione, paure, pedagogia., prevenzione, psicologia, bambino malato, rapporti, Scuola in ospedale, servizio, tempo in ospedale, transfert.

EDUCAZIONE e RAPPORTO ADULTO-BAMBINO
Parole chiave: accoglienza, ansia, apprendimento , ascolto, autocontrollo, bambino, colpa, comprensione, comunicazione, consapevolezza, empatia, famiglia, fiducia, fobia, gelosia, Genitore-figlio, genitori, gioco, gruppo, handicap, identità, Integrazione, madre, memoria, problema, relazione, relazione, rilassamento, sentimento, sicurezza, sistema, tempo, valutazione,

GIOCO
Parole chiave: ansia, ascolto, bambino, burattini, comunicazione., concentrazione, famiglia, figlio, genitore, giocattoli, gioco, ospedale, percezione, psicoananlisi, psicologia, rapporto, relazione, rilassamento, separazione, stimolazione, teatro.

PSICOLOGIA e PSICOANALISI
Parole chiave: adolescente, ambiente, ascolto, asssistenza globale, bambino, codici affettivi, comunicazione, corpo, dipendenza, disegno, dolore, famiglia, futuro, genitori, gioco, guarigione, infermiere, IO, madre, malattia, malattia cronica, malattia terminale, meccanismi di difesa, medico, mente, morte, neonato, ospedale, paziente, psicoanalisi, psicologia, psicopatologia , psicosomatica , psicoterapia, relazione, relazione, sessualità, socioanalisi, transfert,

BAMBINI IN OSPEDALE (Guide, ricerche, esperienze)
Parole chiave: adulti, aiuto, alleanza terapeutica, ambiente, atteggiamenti, bambini, cambiamento, codici affettivi, comunicazione, conoscenza, corpo, disagio, dolore, équipe, famiglia, fratelli, genitore, genitori, gioco, gruppo dei pari, guarigione, informazione, intervento chirurgico, istituzione, leucemia, lungodegenza, madri, malattia, medico, mente, morte, neonato, ospedale, ospedalizzazione, paura, percezione di sé, personale, prevenzione, psicoanalisi, psicologia, ricerca, scuola, socioanalisi, sviluppo, teatro, terapia, transfert, tumore.

FASE TERMINALE
Parole chiave: accanimento, ansia, bambino, bambino, comunicazione, crescita, cura, cura palliativa, eutanasia, famiglia, famiglia, fede, Lutto, malato, malattia, malattia terminale, morte, ospedale, paura, ricordo, scuola, speranza.


A titolo dimostratvo riportiamo alcuni testi della nostra bibliografia ragionata con le relative schede:

SCUOLA E OSPEDALEtorna al menu


GIOCOtorna al menu

  • BIANCHI DI CASTELBIANCO F., CAPURSO M., DI RENZO M., Ti racconto il mio ospedale - Esprimere e comprendere il vissuto di malattia, Magi, Roma, 2007
    PAROLE CHIAVE:
    bambino, ospedale, narrazione, scuola, famiglia, malattia, gioco.
    L’elemento che più di ogni altro determina la percezionedi una malattia è il vissuto che la accompagna. Per poterlo comprendere è necessario dare direttamente«voce» al bambino, accogliendo le sue modalitàespressive e ascoltandone le esperienze diospedalizzazione. Solo così è possibile capire come il bambino vive e si rappresenta la malattia, di cosa habisogno per affrontarla, quali aspetti della relazione di aiuto sono per lui i più efficaci. Nello svolgimento della ricerca, di cui questo libro riassume gli esiti, si è scelto di ascoltare direttamentei bambini, andandoli a incontrare nel luogo di cura.

  • CAPURSO M., TRAPPA M., La casa delle punture - La paura dell'ospedale nell'immaginario del bambino, Magi, Roma, 2005
    PAROLE CHIAVE: bambino, ospedalizzazione, psicologia, malattia, paura, prevenzione.
    Come immaginano l'ospedale i bambini? Che tipo di paure incute il pensiero di un ipotetico ricovero? Cosa spaventa di più, e che cosa potrebbe aiutare?
    La ricerca presentata in questo volume ha evidenziato che, oltre alle siringhe e ai camici bianchi, fa paura l'idea della solitudine, dell'incertezza, del dolore, dell'abbandono, della morte.
    Ricco di disegni e di racconti dei bambini, il volume è dedicato agli adulti addetti a lenire e a gestire le paure dei piccoli. Ai genitori, quindi, ma anche ai pediatri, insegnanti ed educatori di ogni sorta. Tutti loro troveranno qui le nozioni fondamentali sulla paura nell'infanzia, sulle sue cause, sul suo senso, sul modo di amministrarla e di ammansirla. Ma innanzitutto un'infinità di suggerimenti per affrontare le paure connesse al processo di cura, che non è e non dev'essere un'azione solamente tecnica, ma innanzitutto una relazione tra chi ha il compito di assistere gli altri e chi si trova nella situazione di bisogno. I progetti educativi, volti a far conoscere l'ospedale come servizio pubblico e a far gestire l'accoglienza dei più piccoli - parte finale e una delle finalità primarie di questo libro - costituiscono una guida per rafforzare quell'indispensabile alleanza che si deve instaurare tra medici e infermieri da una parte ed educatori e genitori dall'altra.


    CAPURSO M. (a cura di), Gioco e studio in ospedale - Creare e gestire un servizio ludico-educativo in un reparto pediatrico, Erickson, Trento, 2001
    PAROLE CHIAVE: bambino, ospedalizzazione, psicologia, malattia, scuola, gioco, famiglia équipe.
    Il libro nasce dall'esperienza dei corsi di formazione "Bambini in Ospedale", creati e gestiti dalla Associazione "Armida Carla Capelli - Gioco e Studio in ospedale" e frequentati ogni anno da operatori di tutta Italia
    Sotto forma di percorso di formazione il testo esamina le caratteristiche della "scuola-gioco in ospedale", tenendo sempre presente il legame tra l'aspetto didattico e quello ludico-ricreativo della relazione d'aiuto al bambino malato.
    Ogni capitolo è corredato da preziose indicazioni operative, sotto forma di esercitazioni e questionari.

  • LUCIANI, R., Che ci Faccio in Ospedale?, Giunti progetti educativi, Firenze, 2002
    PAROLE CHIAVE: bambino, ospedale, genitori, conoscenza
    Un libretto operativo per bambini fino a 10 anni d'età, che li aiuta ad orientarsi e comprendere cosa avviene quando sono ricoverati in ospedale. Attraverso questo strumento si tenta di dare una rispsta alle domande dei piccoli pazienti a proposito di persone e cose nuove che li circondano, offrendogli uno strumento gradevole e amichevole che li aiuti a trascorrere più serenamente il tempo del ricovero.

 


EDUCAZIONE - RAPPORTO ADULTO-BAMBINOseparatoretorna al menu

  • more infos TERZI, A,. BROGGI V., Siamo seri! Proposte pe educare al ridere, La meridiana, Molfetta, 2007
    PAROLE CHIAVE: ridere, clown sociale, relazione, educazione.
    In un’epoca in cui a qualcuno può sembrare che ci sia poco da ridere la decisione più seria da prendere è investire sui giovani e sulla risata. Partono da questa premessa il sociologo Alberto Terzi e la psicologa Valentina Broggi per il loro Siamo seri! Proposte per educare al ridere, pubblicato dalle edizioni la meridiana.
    Dopo aver analizzato tutte le sfumature del riso, dalla comicità all’ironia, gli effetti benefici della risata sulla nostra salute, i cinque sensi dell’educazione al ridere, gli autori affrontano il “settimo senso”: la risata senza motivo, regina dei Laughter Club, promossi dal medico indiano Madan Kataria, il fondatore del metodo “yoga della risata”. Naturalmente per imparare a ridere occorre molta pratica: il motto giusto, nel rispetto di Cartesio, è “Rido ergo sum”. Per questo Terzi e Broggi suggeriscono di organizzare festival del ridere, giornate col naso rosso e occasioni di import-export del sorriso. Il libro, in appendice, contiene proprio il racconto dell’esperienza di una missione umanitaria particolare, quella realizzata a Capo Verde dall’associazione di clown sociali “Stringhe colorate” e dalla cooperativa sociale “Prospettive”. Al termine del diario di bordo, sono di Veronica Bestetti e Chiara Gismondi, specializzate con un master di teatro sociale all’Università Cattolica di Milano, le riflessioni sulla figura del clown nel sociale che possono risultare utili ai giovani intenzionati a intraprendere questa strada.
  • more infos CAPURSO M, Quando si ammala un bambino, Magi, Roma, 2008
    PAROLE CHIAVE: bambino, malattia, genitori, famiglia, équipe curante.
    Ogni nuova situazione richiede un adattamento. Quella della malattia di un figlio richiede un adattamento particolarmente complesso. Oltre a stravolgere la vita affettiva ed emozionale, la malattia coinvolge – sconvolgendo – tutto l’ambiente di vita, il lavoro e le relazioni familiari.
    L’esperienza di malattia trasforma, molte volte edifica. Le famiglie, spesso, ne escono più unite e più forti. Ma questo lo si comprende solo a posteriori…




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