"Come docenti oltre ad occuparci della didattica tradizionale - proseguono - diamo importanza al contatto umano. Dal lunedì al venerdì, incontriamo individualmente i bambini ricoverati che, per motivi igienici, non possono entrare in contatto fisico fra di loro. Cerchiamo di spiegare come funziona la vita in ospedale, quali sono i ritmi e gli orari (vedi, nel sito, l'ipertesto "La mia giornata"). Aiutiamo i piccoli a mantenere rapporti (attraverso fax, lettere) con le classi di provenienza. Usando come base di partenza gli strumenti medici, li invitiamo a realizzare disegni e storie fantastiche (vedi "Lo stetoscopio ciccione" o "La flebo che russava sempre", inventate utilizzando un metodo proposto da Gianni Rodari) che spesso trasferiamo in Internet. Grazie a "Bamb.I-Bambini Insieme", una sofisticata rete multimediale (realizzata con il contributo del Comitato Chianelli, la locale associazione dei genitori, e composta da undici postazioni, ognuna delle quali comprende telecamera a circuito chiuso, interfono, computer, tv e videoregistratore) che collega le camere tra di loro e con una postazione esterna al reparto, diamo una mano ai bimbi a comunicare con altri coetanei ricoverati o con parenti in visita".
Una volta dimessi, i bambini frequentano il day hospital per diversi mesi, per sottoporsi a cure intensive. "Anche in questo periodo - dice Gabriele Goretti, direttore didattico della scuola - garantiamo l'assistenza scolastica. Crediamo che la presenza di un insegnante, dall'ingresso in ospedale fino alla completa guarigione, sia un indispensabile supporto psicologico ed emotivo per un bambino".
Diletta Grella